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Le donne e la costruzione dell’Europa

Roberta Agostini e Zita Gourmai con Chiara Geloni alla Sala Pio La Torre

agostini geloni gourmai
Per uscire dalla crisi, per cambiare il passo di un’Europa in difficoltà serve affermare con forza il punto di vista delle donne, il valore positivo dell’apporto che possono dare nella costruzione di una società migliore. Nell’incipit di Roberta Agostini è riassunta l’identità di vedute che esprimono le due protagoniste del dibattito della Festa Nazionale, Roberta Agostini, Portavoce della Conferenza delle Democratiche del PD e Zita Gourmai, Presidente delle Donne del PSE.

Zita Gourmai parte dal “patto di Parigi”, l’alleanza fra progressisti siglata fra Bersani, Hollande e Gabriel, segno importante nel panorama europeo, come importanti sono le politiche di genere contenute nel programma di Hollande, e ricorda che una parte fondamentale dei lavori preparatori del prossimo Congresso del PSE è riservata a questo tema, e sono le donne a lavorarci in primis “siamo il 52% della popolazione, la nostra voce deve essere ascoltata, perché oltre ai numeri, nei palazzi del potere funziona meglio.” 

E se per la Gourmai è centrale ripartire dalla base, interloquire con la popolazione per la scrittura di un programma che riaffermi i principi fondamentali di equità, non discriminazione, accesso all’istruzione e al lavoro per i giovani e le donne, Roberta Agostini le fa eco sottolineando il significato delle primarie aperte del PD per ricostruire una dignità politica attraverso il confronto sulle idee, sulle ricette per uscire dalla crisi. Identificando nelle donne la chiave di volta per uscire dalla crisi: “le donne sono il partito dello sviluppo, mettere al lavoro i 3 milioni di donne che indicava il Trattato di Lisbona significa far crescere il PIL del 6%”, per raggiungere questo obiettivo va ripensato il welfare, il lavoro di cura, il sostegno all’infanzia che nel nostro Paese ricade sulle spalle delle donne, un welfare da reinterpretare come occasione di sviluppo, non più palla al piede “è questo il cuore del modello sociale europeo che coniuga crescita e stato sociale, modello da rilanciare su scala sovranazionale, per uscire da politiche di austerità che producono recessione”.

Anche la Gourmai vede la necessità di un ripensamento del modello sociale europeo, sapendo che passa attraverso i governi nazionali: “bisogna lottare a livello europeo, non è più ammissibile che i vari governi adottino politiche diverse a Bruxelles e nei propri Paesi, il diritto all’aborto è sotto attacco in Spagna e in Ungheria, ci vuole un maggiore coinvolgimento delle donne nelle istituzioni, ci meritiamo di aver il 50% nei governi e nei Parlamenti, perché così la società funziona meglio. I trattamenti di disparità sui salari, sulle pensioni producono effetti devastanti, la crisi acuisce la violenza nelle famiglie, bisogna parlare di questo, sono convinta che Bersani sia sensibili a queste tematiche.” 

Aggiustare il tiro sulla riforma delle pensioni è necessario per l’esponente PD “avevamo chiesto che i risparmi sulle pensioni delle donne finanziassero i servizi sociali, ma non è avvenuto. Bisogna correggere delle evidenti iniquità, tenendo presente che la vita lavorativa femminile è molto più impegnativa a causa del lavoro di cura, questo è un punto essenziale per la tenuta del Paese e per il rapporto fra le generazioni”. Facendo riferimento al rapporto difficile fra donne e politica la Agostini esorta tutti a “ripartire dal protagonismo politico delle donne, decisive per la caduta di Berlusconi, dalla grande mobilitazione del 13 febbraio, al grande impegno nelle elezioni amministrative per l’affermazione di giunte “rosa” al 50%. “Il PD deve lanciare un messaggio forte per vincere le elezioni, rendendo protagoniste le donne, perché si porti avanti un nuovo modo di governare la cosa pubblica”.

Sara Guabello - Foto Gianni Santandrea
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