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Culurgionis in drucis

Dalla Festa di Sestu una ricetta storica

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Ingredienti: per 4 persone  
per il ripieno: 500 g. di ricotta di pecora (in assenza va bene anche la vaccina), 1 bust. di zafferano, la buccia 1 limone e 1 arancio gratt., 2 o 3 cucchiai di zucchero, 2 rossi d'uovo
per l'impasto; 250 g. di farina, 250 g. di semola, 1 uovo intero, 2 albumi, acqua q.b.( 2 o 3 bicchieri), sale mezzo cucchiaio.


Preparazione:
Ripieno: mettere per alcune ore la ricotta in uno scolapasta per farle perdere liquidi in eccesso, una volta che si è asciugata metterla in un recipiente capiente con tutti gli ingredienti, mescolarli bene per sciogliere anche eventuali grumi di ricotta. Questa operazione si può fare con una forchetta o addiruttura con le mani.
Impasto: (si può usare anche l'impastatrice e lavorare insieme tutti gli ingredienti): fare una fontanella con la farina e la semola aggiungere l'acqua e avviare l'impasto aggiungere l'uovo intero e i due albumi e il mezzo cucchiaio di sale. A questo punto lavorare bene l'impasto. Si può preparare l'impasto alcune ore prima lasciarlo riposare e poi riprenderlo al momento della preparazione vera e propria dei Culurgiones.

Preparazione dei ravioli: tagliare un pezzo di impasto e con le apposite macchinette per tirare sfoglia, che si trovano facilmente in commercio, farne delle apposite strisce lunghe circa un metro larghe quanto i rulli della macchinetta. Stenderla sul tavolo e adagiarci piccole quantità di ripieno (si possono usare le formine, quelle che permettono di fare i ravioli tutti uguali oppure farli singolarmente a mano) ricoprirli con un'altra striscia di pasta o ripiegarci sopra la stessa striscia schiacciare bene con le mani tra gli spazi per separare le singole palline di ripieno e tagliare con la rolletta.
Per la cottura: portare a bollore una pentola d'acqua immergerci un modica quantità di ravioli lasciarli cuocere circa 4 0 5 minuti circa, condire con sugo di pomodoro fresco e basilico bello corposo che contrasti il dolce del ripieno una spolverata di pecorino appena grattugiato.

Due parole:
gli alimenti preparati con i formaggi pecorini e con la ricotta vanno ricondotti alla tradizione sarda che vede la pastorizia principale mestiere e risorsa presente nella nostra regione, con conseguente abbondanza di produzione di latte e derivati (ricotta, pecorini, casaxedu, caglio di pecora). In seguito ci sono state varianti a questa ricetta, con l'aggiunta delle verdure al posto dello zucchero oppure l'uso della ricotta di capra al posta della ricotta ovina.

Ricetta fornita da Patrizia Saba del circolo PD "A. Gramsci" di Sestu

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