Adesso resta da fare l`ultimo sforzo, le ultime 120mila firme da raccogliere da qui fino alla fine del mese per mettere in sicurezza il referendum sulla legge elettorale e tentare così di archiviare l`attuale Porcellum studiata a tavolino dal leghista Roberto Calderoli che da buon padre ha pure centrato il nome adatto alla creatura. Fino ad ora sono state superate le 450mila firme: l`asticella è fissata dalla legge a 500mila ma per stare sicuri è meglio superarla di almeno altre 60-70mila. Argomento caro agli elettori, stanchi di dover eleggere candidati «blindati» dalle segreterie dei leader politici ma fonte di divisioni tra i partiti che sul punto indicano ognuno soluzioni diverse. Gli unici a non volerci mettere mano sono proprio Pdl e Lega, anche se fiutata l`aria iniziano a studiare l`argomento. Intanto ieri dal Comitato promotore, di cui è coordinatore politico Arturo Parisi, hanno fatto sapere che all`appello pubblico lanciato da Andrea Morrone e Renato Balduzzi hanno risposto 64 costituzionalisti tra i quali Valerio Onida, Alessandro Pace, Federico Sorrentino, Sergio Bartole e Augusto Barbera. Al via anche la Notte per la democrazia già decisa a Napoli, Roma, Milano, Torino e Bologna per il prossimo fine settimana, quando sarà possibile firmare fino a notte fonda. Ieri lo hanno fatto anche il regista Ermanno Olmi e la moglie, dopo un primo tentativo fallito perché come in altri Comuni (che hanno ufficialmente concluso ieri la raccolta delle firme) anche quello di Asiago aveva di sua iniziativa anticipato la chiusura alla fine di agosto. È stato lo stesso Olmi ad avvisare il Comitato promotore e permettere dunque che si riaprissero gli elenchi della raccolta. «Al di là del giusto ottimismo, quella che inizia è una settimana fondamentale per il referendum esorta Barbara Pollastrini, ex ministra, attuale deputata Pd - dobbiamo moltiplicare gli sforzi per metterlo in sicurezza. Gli italiani lo hanno capito, come si vede dalle file che in questi giorni si formano davanti ai banchetti di raccolta. Le feste democratiche in tutta Italia stanno dando un contributo determinante». Anche così, mandando in soffitta il Porcellum, secondo Pollastrini, «si dà un colpo a un premier scellerato e a un governo dannoso per il Paese». Dal comitato promotore (di cui fanno parte l`Asinello di Parisi, Idv, Sel, Pli, Unione popolare e la Rete referendari di Mario Segni), lasciano trasparire una (piccola?) nota polemica con il Pd: «All`inizio non erano d`accordo, vedremo il contributo che daranno». Secondo Nico Stumpo, responsabile Organizzazione del Nazareno, il contributo - arrivato dai banchetti allestiti nelle feste Democratiche - si aggira intorno alle 200mila firme. Un bottino accumulato soprattutto nelle grandi città come Milano, Genova, Torino, Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Firenze e nelle regioni come la Sardegna, il Friuli e la Puglia. «La nostra posizione è chiara - dice Stumpo - anche se non facciamo parte del Comitato promotore stiamo dando un grande contributo per la raggiungere e superare l`obiettivo delle 500mila firme». «Amichevoli verso la raccolta delle firme», per dirla con il segretario del partito Pier Luigi Bersani. Ma sono molti i dirigenti di primissimo piano dei democratici che si sono da subito schierati per il referendum, a partire da Vannino Chiti e Piero Fassino, così come tanti altri amministratori regionali, provinciali e comunali hanno raccolto e convalidato le firme proprio durante le feste del partito. D`altra parte come dice Anna Finocchiaro, «tutto è meglio del Porcellum», compreso il ritorno al Mattarel- lum, anche se il Pd, come spiega la capogruppo al Senato «prima del Pdl ha presentato alla Camera e al Senato una proposta di legge elettorale approvata quasi all`unanimità dal nostro partito, che ovvia ad alcuni difetti del Mattarellum». E lo stesso Bersani è piuttosto scettico sulla reale volontà della maggioranza di cambiare la legge: «Ho qualche dubbio che il centrodestra e il Pdl abbiano avuto un ripensamento notturno così rapido». Per il segretario Pd «una nuova legge ci vuole assolutamente», il suo partito, dice, ha «un`ottima proposta e siamo pronti a discuterla domani mattina». Più realistico immaginare tempi lunghi: in Commissione Affari costituzionali al Senato la scorsa settimana è iniziato l`esame dei ddl sulla riduzione del numero dei parlamentari, un pacchetto che comprende anche la riforma elettorale, mentre è stato calenderizzato per il 30 settembre l`esame della mozione (prima firmataria Anna Finocchiaro) per l`istituzione di una Commissione che intervenga sulle riforme costituzionali. Il vero punto è che l`attuale maggioranza ha tutto l`interesse a tornare al voto con questa legge. Se si creassero maggioranze trasversali in Parlamento per superare il Porcellum non si sa davvero come potrebbe andare a finire per lo stesso governo.