Chiamo il partito a un impegno e a una mobilitazione che porti a una manifestazione nazionale il 5 novembre a Roma a sostegno dell`Italia, delle nostre idee per l`Italia e della necessaria svolta politica». Da Pesaro, nel suo intervento conclusivo della Festa del Pd, Pierluigi Bersani lancia la stoccata finale. «Berlusconi deve toglierci di lì o ci porterà a fondo». E propone la soluzione: governo di transizione e elezioni anticipate. L`alternativa all`uomo di Arcore si chiama «Nuovo Ulivo». Siam mica qui per andare avanti fino al 2013, dice in sostanza. E se il Cavaliere non è disponibile a «un percorso nuovo», a «un esecutivo di transizione», «si anticipi l`appuntamento elettorale». Il Pd di dice pronto: «Siamo già oggi il primo partito del Paese. Adesso tocca a noi, non da soli, ma tocca principalmente a noi». «Sento finalmente qualche voce autorevole, Confindustria e non solo lei, che allude all`esigenza di un passo indietro. Ma non abbiamo più tempo per le curve larghe - aggiunge regalando un`altra frase delle sue da stampare sulle magliette andate a ruba durante la kermesse -, non l`avevamo nemmeno sei mesi fa». La pazienza è finita. Anche sulla questione Penati: «Attenzione: la critica la accettiamo, l`aggressione no!», avverte Bersani. «Chi fa circolare contro di noi teoremi assurdi o leggende metropolitane, chi aggredisce con calunnie l`unico partito nazionale che fin dalla sua nascita ha un bilancio certificato si prende una denuncia e una richiesta di danni. Non passerà il tentativo di metterci tutti nel mucchio - aggiunge se Berlusconi facesse un passo indietro per ogni inchiesta che lo coinvolge sarebbe ad Ancona!». Sulla questione morale al segretario piace citare «il sindaco pescatore Angelo Vassallo e Mino Martinazzoli, politico rigoroso e per bene» ma soprattutto ricorda Enrico Berlinguer e la piazza lo ringrazia con un fragoroso applauso. E a proposito di rigore: «Non c`è stato e mai ci sarà da parte nostra anche in passaggi difficili o dolorosi una diversa considerazione dei diritti e delle tutele di un politico, di un comune cittadino o di un immigrato. Mai metteremo un ostacolo alla magistratura e sempre chiederemo un passo indietro, pur nella presunzione di innocenza, ad un politico investito da accuse pesanti». Anche perché nel Pd, come spiega il segretario, «sta maturando largamente, diffusamente una nuova generazione che è già in campo fresca, ma non inesperta». Tutti al lavoro, perché in cantiere c`è «un centrosinistra di governo». Con chi? «Discutiamo con Sel, Idv, Socialisti e formazioni ambientaliste» per concordare «un programma di riforme. A noi - sottolinea - piace chiamare questo possibile patto politico e programmatico, Nuovo Ulivo. Un patto ben solido, perché meccanismi simili all`Unione non li faremo più». L`appello è comunque «a tutte le forze moderate che intendono fare i conti con il modello plebiscitario e lavorare per una ricostruzione del paese su solide basi costituzionali». E anche agli italiani obnubilati dal «civismo antipolitico» che è «uno dei frutti avvelenati di questi vent`anni». Anche qui «c`è da ricostruire».