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Rassegna stampa

«Per l`Italia di domani» A Roma il 5 novembre manifestazione del Pd

Dal 15 ottobre incontri in cento città per presentare il progetto alternativo - E poi una scuola di formazione per giovani e una Convenzione nazionale
Tornare alla Piazza, quella delle grandi manifestazioni, San Giovanni, il 5 novembre per «L`Italia di domani», per «una svolta politica» e per dire «basta Berlusconi». Pier Luigi Bersani chiama il partito alla mobilitazione generale in vista di un autunno che sarà caldo sotto molti punti di vista. Intanto per gli effetti concreti della manovra che si tradurrà in misure dolorose per le tasche degli italiani e inadeguate per far ripartire l`economia; poi per l`ennesimo scandalo sessualpolitico che sta per cadere sulla testa del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al centro di nuove - e pare scabrose - intercettazioni telefoniche. Il tema è sempre lo stesso, i festini, le escort, ma stavolta il tutto condito da dichiarazioni su (una in particolare) leader europei che già fanno impallidire le ambasciate di tutto il mondo. Infine, perché sarà un autunno caldo anche sul fronte interno, per gli attacchi che arrivano al Nazareno per la vicenda giudiziaria che vede coinvolto Filippo Penati e per le divisioni che continuano a lacerare il partito dalla storia del referendum sulla legge elettorale alle alleanze. Ma la spina nel fianco più dolorosa è la vicenda dell`ex amministratore Pd, che piomba sul Pd proprio mentre la maggioranza di Pdl e Lega crolla nei sondaggi (come la fiducia nel premier, mai così in basso), e il centrosinistra è avanti sia coni terzopolisti sia senza. Bersani non ci sta alla logica "del siamo tutti uguali", dice a Pesaro, e dunque non vuole giocare di rimessa. Per smorzare le frizioni interne e respingere gli attacchi esterni punta a alle iniziative politiche d`autunno: dal 15 ottobre incontri in cento città per presentare il progetto alternativo per il Paese e per preparare la manifestazione nazionale di novembre; una scuola di formazione politica della durata di un anno per le nuove leve del partito, duemila giovani già selezionati nei circoli nel Mezzogiorno, a partire da ottobre a Napoli; una Convenzione nazionale sul tema della «Ricostruzione», vale a dire lavori in corso per il programma di governo per «l`Italia di domani». Questa la contromossa del segretario di fronte ai tentativi di chi nel centrodestra, ma non solo, attraverso la vicenda Penati tenta di picconare il partito. L`obiettivo è quello di rassicurare la base e rafforzare il Pd attraverso la campagna d`autunno, puntando alla «rivoluzione del civismo». Segnali chiari anche ai futuri alleati: una coalizione tra Pd-Sel- Idv -Ambientalisui e socialisti allargata ai moderati per una legislatura che non potrà che essere «costituente», ma nessuno dei partiti di opposizione potrà prescindere dal fatto che resta il Pd il primo partito del paese. E segnali chiari anche in casa propria: basta con le guerre che puntano al controllo «percentuale» di pezzi di Pd. «Adesso è il momento di rimboccarsi le maniche e lavorare tutti insieme per raccontare al paese la nostra proposta politica». «Tocca a noi», dice alla piazza e al partito, tutto. «La manifestazione di novembre -dice Nico Stumpo, responsabile Organizzazione - è il punto di arrivo di un percorso che coinvolgerà tutti, a partire dalle Assemblee nelle cento città». Quanto all`obiettivo del 5 novembre, «niente numeri, puntiamo a riempire piazza San Giovanni». Coinvolgere militanti e simpatizzanti per rafforzare il partito alla base, restituire orgoglio di appartenenza e indicare «la rotta», un vero e proprio programma di governo: è questa la sfida che lancia il partito. E per questo Lino Paganelli, responsabile delle Feste democratiche, quest`anno ha alzato la posta. «Ne abbiamo organizzate quasi tremila», dice appena sceso dal palco di Pesaro. «Soltanto qui ci sono state un milione di presenze alla vigilia della chiusura: un gran risultato, politico soprattutto, perché queste sono persone che hanno partecipato alle nostre iniziative, ascoltato i nostri dibattiti, frequentato la nostra festa». Nel momento in cui questo Pd suscita le critiche prima di tutto a sinistra, ma non viene risparmiato neanche tra i suoi elettori, le feste democratiche piacciono ancora parecchio. Circa tremila dal Nord al Sud Italia, nei quartieri delle grandi città come nei piccoli centri. Aumentano le feste e aumentano i volontari (oltre 2500 a Pesaro) che lavorano per la loro realizzazione. Sarà soltanto perché si mangia bene, si proiettano bei film e c`è anche bella musica? «Quello che noi vediamo è la voglia di partecipazione delle persone - replica Paganelli -. La gente chiede trasparenza alla politica e le feste sono anche trasparenza nelle forme di finanziamento di un partito». E sarà Reggio Emilia, «città del tricolore» ad ospitare la prossima festa nazionale.
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