Pesaro, 11 Settembre 2011 -
Dieci anni dopo il crollo delle Twin Towers di New York, la Festa Democratica Nazionale a Pesaro ricorda e commemora le vittime di quel tragico attentato terroristico dedicando loro un’intera giornata dal titolo: “11/09/01. Dieci anni dopo”.
Alle 14:46 in punto, medesima ora in cui il rpimo aereo si schiantò su una delle due torri, il giornalista Andrea Vianello accoglie nello Spazio Libreria di Piazzale Collenuccio Lapo Pistelli, Responsabile Relazioni Internazionali Pd e Stefano Silvestri Presidente Istituto Affari Internazionali. Prima delle parole e delle interviste parlano le immagini: nel video scorrono i tragici momenti di quell’11 Settembre. La voce di Pierluigi Bersani rompe il silenzio, legge brevi stralci di vite spezzate. A ruota seguono altri volti dei politici e degli ospiti che si sono succeduti alla Festa Democratica.
Tali biografie sono tratte dal libro Portraits 9/11/01, la raccolta pubblicata dal New York Times sulle 2974 vittime della tragedia.
D’obbligo è la domanda “dov’eri l’11 settembre alle 14:46?” Pistelli risponde: “In auto, per le vie di Firenze fin quando sono stato raggiunto da telefonate che mi informavano dell’accaduto, allora mi sono precipitato a casa e sono rimasto incollato alla tv per ore”. Silvestri, invece, era in ufficio, come al solito, la Segretaria aveva la televisione accesa ed ha visto il telegiornale che dava la notizia “Mi sono avvicinato anch’io, ero incredulo, ebbi la certezza che si trattava di un attentato quando vidi il secondo aereo schiantarsi contro una delle torri”- e prosegue – “ho capito che la storia non sarebbe stata più la stessa, che stava cambiando per sempre”.
Pistelli interviene dicendo che la storia è cambiata davvero “L’attentato alle Twin Towers hanno innalzato un muro di paura, è stato il primo attacco in patria subìto dagli americani”.
“La retorica della guerra ha spinto a credere che il terrorismo potesse essere eliminato ma ciò non può accadere, anche se il terrorismo si è molto indebolito da quando è venuta a mancare la regia.” Silvestri “voler a tutti i costi esportare la democrazia ha creato enormi tensioni internazionali, non dobbiamo arrivare con un modello già pronto, occorre accompagnare e sostenere i cambiamenti che gradualmente avvengono“.
Pistelli “un cambiamento in positivo è venuto dalla collaborazione stretta che si è creata tra le forze investigative e le intelligence”.
“I nazisti hanno sterminato 6 milioni ebrei, gli hutu hanno sterminato 1 milione di tutsi, Se devi ricordare, ricorda il genocidio non è stato un singolo atto omicida ma milioni di atti omicida”.
Alle 19.30 invece in Piazza del Popolo Vianello ci presenta Gina Lippis, una delle italiane superstiti, la quale, in collegamento da New York, rivive con noi le emozione di quella giornata. Visibilmente commossa ci racconta “lavoravo al World Trade Center come agente finanziario, all’ora della tragedia ero già in ufficio…ho sentito un botto impressionante, assordante, tanta polvere, la sensazione è stata come se qualcuno mi avesse tolto il terreno da sotto i piedi, eravamo al 46° piano, dopo il primo scoppio ci siamo subito precipitati verso le scale e abbiamo iniziato a scendere, una discesa lenta e terribile perché non ci rendevamo conto della gravità di ciò che era successo, sembrava una discesa verso gli inferi. Sono finalmente uscita, incolume, dalla torre ma fuori era un delirio: ovunque feriti, grida di dolore, gente che fuggiva, vigili del fuoco che facevano il possibile. Io mi sono precipitata a casa dei miei genitori, erano le ore 17. Un incubo che mi ha segnato, il percorso per tornare ad una vita normale è stato lungo e faticosissima.
Ma ho ancora voglia di guardare avanti.” “Torna mai al World Trade Center?” chiede Vianello.
“certo, molto spesso,per portare rispetto alle vittime, a coloro che non sono stati fortunati come me”.
Gina Lippis aveva già raccontato quella terribile giornata in un’altra recente occasione: infatti era stata contattata da Jan Ronca e Raffaele Quagliarella di History Channel per la creazione di un documentario: SPECIALE 11/9: GLI ITALIANI NELLE TORRI ovvero ripercorrere l’11 Settembre attraverso gli occhi di quattro italiani superstiti. Vianello ci presenta gli autori e, in esclusiva assoluta, l’anteprima integrale del documentario. Come ci spiega Jan “Il documentario è nato come racconto collettivo insieme ai colleghi di History Channel, ognuno cercava di rintracciare i superstiti della propria nazionalità”. Quagliarella prosegue: “l’intento è stato quello di capire come i superstiti hanno vissuto questi 10 anni dopo la strage e come vedono il loro futuro a distanza di tutti questi anni”.
Un documentario toccante e commovente in cui i racconti di Gina, Lucio, Francesco e Ruggero si alternano alle immagini di quella giornata.
Una ricostruzione fedele e drammatica, rispettosa del dolore delle vittime e con la prospettiva di chi ne è uscito incolume, seppur con sensi di colpa e turbamenti.
Immagini vive che rendono immortale quel dramma accaduto 10 anni fa.
Redazione web Feste Democratiche - Laura Martinelli