Pesaro 11 settembre 2011 - Un libro di 344 pagine edito da FuoriOnda e scritto dal giovane giornalista de l'Unità
Massimo Franchi (professionista dal 2003 e specializzato dal 2008 in cronaca sindacale, curando anche il blog "Bartali" su
www.unita.it) per raccontare la storia del più antico sindacato italiano, la Fiom, e del suo attuale segretario,
Maurizio Landini, in carica dal 2010, precisamente eletto tre giorni prima dello scoppio del caso Pomigliano. A condurre il dibattito
Luca Bartolucci, presidente del Consiglio provinciale di Pesaro-Urbino e responsabile dello Spazio Libreria in piazzale Collenuccio durante la Festa Democratica.
La valenza storica. Un testo di grande attualità dotato anche di spessore scientifico e culturale: le prime sessanta pagine costituiscono un "unicum" in quanto Franchi si prodiga nel ricostruire la storia della Fiom, che prima di questo testo non era ancora stata messa per iscritto ("l'unico testo storico su questa forza sindacale - ha spiegato l'autore - era stato scritto negli anni Settanta da un ex segretario, quindi poco obiettivo perché coinvolto lui stesso").
Focus sul "personaggio Landini". La seconda parte del testo è invece un'analisi delle più grandi lotte condotte dal sindacato dei metalmeccanici, condito da un'intervista con Landini, ripercorrendone anche le vicende personali, che secondo Franchi "hanno una valenza importante nella comprensione del personaggio: parliamo di una persona che a 16 anni è stato costretto a lasciare gli studi per ristrettezze economiche, dai 16 ai 26 anni ha fatto il saldatore in una cooperativa 'rossa' di Reggio Emilia, della quale è presto diventato il delegato sindacale e si è trovato in varie occasioni a duettare con il Partito comunista di Reggio per strappare maggiori tutele. Adesso, è un uomo che guadagna 2.300 euro al mese, è sposato e viaggia continuamente per la penisola facendo dibattiti e visitando fabbriche. Gli operai lo rispettano per questo: avendo fatto il loro stesso lavoro, conosce le situazioni e riesce subito ad instaurare un feeling positivo".
Lo stereotipo del signor "No". Franchi ha insistito nel voler sfatare lo stereotipo creato da molti mass media a riguardo di Landini. "Non è vero che la Fiom e il suo segretario sono sempre pronti a fare ostruzionismo su qualsiasi vertenza. La Fiom ha firmato recentemente degli accordi anche molto innovativi in diverse aziende di rilievo nel panorama nazionale, ma in quei casi non venivano lesi i diritti dei lavoratori. Situazioni differenti - insomma - rispetto all'orizzonte creato da Sergio Marchionne sull'impero Fiat. Tengo a sottolineare che gli stabilimenti di Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco stanno applicando contratti in deroga al contratto nazionale e per questo sono stati costretti ad uscire perfino da Confindustria. Anche alcuni rappresentanti ecclesiali si sono schierati in difesa dei lavoratori durante la vicenda Pomigliano: perché il lavoro è importante, ma non si può abbassare la testa di fronte ad ogni vessazione. In questi giorni ci sono circa cinquemila lavoratori di Pomigliano che stanno attendendo la lettera di licenziamento, e meno di cento che invece verranno prima licenziati e poi riassunti per produrre le famose Panda".
Sinistra e sindacato. Franchi è stato netto nel suo giudizio sull'apporto dato dalle forze politiche di sinistra - negli ultimi vent'anni - in merito alla tutela dei lavoratori. "Si è perso molto tempo e vedo un barlume di speranza soltanto ora - con la segreteria Bersani - che ha messo al centro il tema del lavoro e il rispetto dei diritti. Io sto con Landini quando parla di modello emiliano: infatti in Italia e nemmeno nelle pianure emiliane nessuno ha mai pensato che la rivoluzione d'ottobre potesse arrivare anche nel Belpaese. Quello che il Pci prima e il centro-sinistra oggi dovrebbe continuare a promuovere è un sistema capitalistico a misura d'uomo, la vera socialdemocrazia". Infine un dato che ha fatto riflettere: "Alle ultime elezioni politiche molti tesserati Fiom hanno votato Lega - ha raccontato l'autore - questo perché all'interno dell'azienda si sentono più tutelati dalla Fiom, mentre fuori vedono nella Lega il partito che riesce a dare risposte più dirette alle loro preoccupazioni: questo deve interpellare fortemente la sinistra perché certi sentimenti vanno captati ed interpretati".
Un testo denso, dove la storia si accavalla con l'attualità e con disquisizioni di carattere culturale e politico. Un libro scritto da chi con i lavoratori ci parla tutti i giorni, e con il piglio del cronista cerca di trasmetterne ansie, soddisfazioni, problemi e speranze.
Redazione web Feste Democratiche - Pierpaolo Bellucci
Foto h24/Toni-Ugolini