Pesaro, 11 Settembre 2011 - Lo spazio libreria di Piazzale Colenuccio ospita, nel giorno dell’anniversario di uno degli eventi che più ha cambiato la modernità, una riflessione sulla rete e sul cambiamento delle dinamiche di fruizione dei media. Ospiti del dibattito un team di ricercatori del dipartimento di discipline della comunicazione dell’università di Urbino “Carlo Bo”: Lella Mazzoli – curatrice della pubblicazione, Giovanni Boccia Artieri, Fabio Giglietto, Gea Ducci. Coordina il dibattito Giorgio Zanchini.
Titolo del libro “Network Effect, quando la rete diventa pop”, Codice edizioni.
Negli ultimi 10 anni l’Europa ha subito una vera e propria rivoluzione in ambito comunicativo. Assistiamo al disgregamento dell’informazione unidirezionale e autoritaria, in favore di logiche maggiormente libertarie basate sulla partecipazione dal basso e sulla multidirezionalità. Tutto questo in un contesto in cui sempre più i social network rivestono un ruolo di rottura delle tradizionali dinamiche di socializzazione.
“Con le reti e i social network l’informazione oggi può raggiungerci in maniera differenziata”, spiega la curatrice del libro. “ Ma non è accaduto solo questo: i tradizionali fruitori diventano produttori indipendenti di contenuti. Assistiamo ad un rovesciamento dei sistemi informativi.” Rilevante non è solo quello che si dice ma come lo si dice. Anche in rete esistono numerosi modi per comunicare.
Per Artieri sebbene i social network rappresentino dei canali emancipatori l’Italia non è certo un esempio di rapidità in questo senso, ne sono un esempio le difficoltà riscontrabili nelle Amministrazioni Pubbliche nel rapporto coi i fruitori dei propri servizi. E’ invece ormai diffusa la multiforme dimensione partecipativa sulla rete da parte degli utenti, che spesso dall’arma dell’ironia arriva a processi e riflessioni decisamente serie.
Gea Ducci, studiosa di Comunicazione Pubblica, conferma le perplessità introdotte dal collega sulla difficoltà a gestire spazi redazionali delle PA, soprattutto in fatto di coerenza e credibilità. “Molte amministrazioni si lanciano in avventure su facebook e twitter, non essendo in grado di dare apporti significativi ne fornire servizi soddisfacenti. Si dovrebbe arrivare a formulare proposte partendo dal fondamentale momento dell’ascolto attivo”.
Giglietti passa infine alla descrizione delle varie fasi della ricerca, compiuta a mezzo telefonico, sui cambiamenti delle dinamiche informative degli italiani. Ciò che ne emerge riguarda numerose le analogie con la situazione americana, che precedendoci di qualche anno può assumere un valore predittivo sul nostro futuro. “La rete va comunque vista e considerata insieme a tutti gli altri media, che ha influenzato e modificato”. “Quasi nessuna una ormai un solo medium”.
Numerose rimangono le questioni aperte, le riflessioni di grande portata irrisolvibili in una singola seduta. Un ultimo spunto dalla Mazzoli: “i cambiamenti comunicativi stanno spostandoci dalla società del romanzo a quella dei (micro)racconti? “
Redazione web Feste Democratiche – Francesco Gennari
Foto H24/Toni-Ugolini