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Difendere l'agricoltura in Italia e in Europa

Il dibattito "L'agricoltura europea e le nuove sfide globali" sul palco della Festa Democratica di Pesaro

agricoltura
Pesaro, 31 agosto 2011. L’ultimo degli incontri politici della quinta giornata della Festa Democratica di Pesaro si occupa de “l’agricoltura europea e le nuove sfide globali”.

Questo infatti il titolo del dibattito al quale hanno partecipato Enzo Lavarra Presidente del Forum Politiche Agricole PD, Paolo De Castro Presidente della commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo, Giuseppe Politi Presidente confederazione italiana agricoltori, Paolo Petrini Vicepresidente della Regione Marche e Alfonso Andria Senatore e Vicepresidente della commissione agricoltura del PD.
A coordinare il dibattito Gianni Moreschi giornalista di Press Com.

Ridare centralità alle imprese agricole sostenedole, puntanto all’innovazione e soprattutto difendere il comparto agricolo in quei luoghi che sono fondamentali : nel parlamento italiano e in quello della comunità europea a Bruxelles: intorno a questo si discusso nel dibattito.
Da sottolineare – per Paolo Di Castro – che i dati Ecostat rilevano che a fronte di una crescita dei redditi agricoli in Europa del 27,12 per cento, con punte di eccellenza come la Francia del 30, l’Italia ha subito una perdita del 3,5 per cento. Quindi questo aumento dei prezzi e dei costi hanno portato al deprezzamento dei redditi.
E’ un problema italiano quindi e non europeo anche perché, a fronte del problema, l’Italia non lancia un programma di aiuti, come invece succede sempre in Francia.

Le abbiamo tentate tutte – aggiunge Alfonso Andria – per farci ascoltare dal governo. Nel 2008 attivammo una verifica di medio termine, e il 3 agosto 2010 il Pd ha presentato una mozione a sostegno fino al 22 febbraio 2011 dove si è arrivati ad un documento condiviso di tutte le associazioni agroalimentari per una posizione nazionale condivisa.
Ma oggi c’è una totale disconoscenza delle potenzialità del settore agricolo. A Bruxelles siamo 27 ministri, parliamo 22 lingue e bisogna costruire alleanze.

Enzo Lavarra sottolinea il fatto di come l’agricoltura produca un bene che serve anche all’ambiente, alla salute, beni comuni che devono essere fatti percepire di più ai cittadini.
Ma – aggiunge Lavarra – aver cambiato tre ministri in tre anni non aiuta. Ci si deve mostrare autorevoli quando ci si presenta in Europa, altrimenti gli altri paesi possono mettersi d’accordo contro di te.
E parlare dei 6 miliardi di euro di contributi che rischiamo di perdere . Mentre con i governi di centrosinistra l’agricoltura è sempre stata sostenuta garantendogli sempre un ministro che ne ha portato avanti le necessità.

La regione Marche – per Paolo Petrini –è l’affidabilità della politica nazionale che può garantire la crescita del settore. Assumendoci noi le nostre responsabilità ma auspicando che l’Europa e l’Italia creino maggiori garanzie, servizi e regole che possano facilitare e rendere migliore il lavoro degli agricoltori .

Perché la macchina è ferma e dobbiamo capire dove sta il guasto – sostiene Giuseppe Politi – e come si è già detto è la una seria politica di sostegno, che può ridurre i prezzi della produzione per dare più ossigeno e valore all’agricoltura.
Abbandonando anche l’idea che l’agricoltura sia semplicemente una parola antiquata, qualcosa di legato al passato. Quando invece può essere la spinta per un cambiamento.

Redazione web Feste Democratiche - Roberto Soriani
Foto h24/ Toni-Ugolini
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